La Grecia con le sue innumerevoli isole baciate dal
sole offre un tipo di cucina prettamente
mediterranea. Il gusto dei greci per la vita e
l'amore per le cosi semplici si riflette anche a
tavola: olio d'oliva, melanzane, pomodori, zucchine,
peperoni, carne d'agnello e pesce sono infatti gli
ingredienti che più vengono usati.
Cucina antichissima, era già di alto livello quando
in Italia più che cuocere qualcosa alla brace non si
faceva. In Grecia, 2500 anni fa, per diventare cuoco
bisognava frequentare due anni di scuola. Temachides
di Rodi scrisse ben undici volumi su "diverse sorte
di banchetti" e solo i Greci arrivarono a consacrare
la gastronomia, dedicandole una dea: Adefagèa.
Quando i Romani occuparono la Grecia ne scoprirono
anche le meraviglie gastronomiche e ne furono
conquistati tanto che Catone il Censore protestò
invano, affermando che i Greci corrompevano i puri
(primitivi) costumi romani. Così la cucina greca si
trasfuse a Roma, la cui cucina, nella realtà, è
cucina greca. E cucina greca è tutta la cucina
dell'Impero bizantino che si ramificò in Italia ed
in Europa, attraverso le repubbliche marinare prima,
attraverso la diretta presenza poi d'Italiani e
Francesi. Dunque tutte le cucine europee, attraverso
Italiani e Francesi, furono influenzate dalla cucina
greca.
Nel 1500 arrivarono i Turchi, un popolo di nomadi.
Il massimo delle espressione gastronomica di questo
popolo era mettere la carne degli animali uccisi tra
la montatura e la sella per renderla tenera, visto
che la mangiavano cruda! Tutti noi dimentichiamo che
la penisola anatolica che si specchia nel Mar Egeo
era abitata da Greci fino ai primi decenni di questo
secolo e che la cucina, la cucina del Sultano con
tutte le sue raffinatezze, era cucina greca o,
meglio, cucina dell'Impero bizantino, vale a dire la
cucina dell'Antica Roma, cioè ellenistica. Certo con
tutte le contaminazioni, le infiltrazioni,
l'evoluzione che il tempo ed i contatti con altri
popoli inevitabilmente provocano.
Tornando ai nostri giorni, in una casa greca si
cucina di solito un piatto unico di carne o pesce
accompagnato da verdure a mezzogiorno ed invece un
pasto più leggero a base di insalate, yoghurt e
frutta per la cena.
I mézé (antipasti) che ritroviamo
anche nella cucina araba e turca, sono una
tradizione dei giorni di festa e dei ristoranti.
Sono molto variati : tarama, di melanzane, peperone
alla griglia, tsatziki, ecc. I mézé ricoperti da
pasta sfoglia sono molto popolari, soprattutto nel
Nord della Grecia, e la sfoglia, la famosa filo, ha
la particolarità di essere finissima.
Il pesce ed i frutti di mare sono una vera passione
per i greci: di solito vengono cotti in padella o al
forno con solo un po' di olio di oliva.
I greci consumano anche molto pane: di solito grosso
e compatto. Il formaggio viene invece integrato
nelle varie preparazioni e la feta
è quello più conosciuto. I dessert sono a base di
miele e frutta secca: uvetta, pistacchi, noci,
mandorle. Annaffiano il tutto con il retsina
vino dal sapore molto particolare aromatizzato con
la resina dei pini, metodo usato fin dall'antichità
per conservarlo meglio.
Curiosità
I greci sono molto ospitali e ottimi padroni di
casa.
Dovete assolutamente assaggiare l'ouzo, aperitivo
nazionale aromatizzato all'anice, nel "Kafenion",
tipico bar greco che funziona da salotto per la
comunità.
Nei
ristoranti, molto spesso a gestione familiare,
avrete modo di apprezzare le decine di sfiziosi
antipasti di gusto tutto mediterraneo; oltre
ovviamente all'ottimo pesce fresco. Ottimi
l'agnellino, la porchetta e gli spiedini alla
griglia; famosi il Moussaka, i Souvlakis, i Dolmades
e la Taramo Salade. Ottimi anche lo yoghurt, i
formaggi pecorini, e il Metaxa, il brandy greco, dal
gusto intenso e vellutato. Specificate al cameriere
se volete un vino non resinoso. In questo caso
provate il Naoussa della cantina
Boutari.
Il caffè rappresenta invece un rito particolare:
viene preparato nel briki versando
la polvere di caffè e lo zucchero nell'acqua fredda.
Poi si mette il briki sul fuoco e aiutandosi con un
cucchiaio si mescola bene in modo che il caffè sia
ben sciolto. Quando l'acqua incomincia a bollire e
la schiuma arriva ai bordi del briki, si spegne la
fiamma e lo si fa riposare per qualche minuto. Poi
se ne versa un piccola quantità in ogni tazza in
modo che tutte abbiano la schiuma e poi si finisce
di riempirle.
Sketos è il caffè amaro;
metrios è quello che contiene un cucchiaino
di zucchero; glykys è quello
decisamente dolce.
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